Vincenzo Alfieri
31/07/14

Intervista a Vincenzo Alfieri: da “Forse Sono io” a Orlando e Verdone. L’attore si racconta..


Per la sezione “Interviste esclusive” oggi abbiamo intervistato Vincenzo Alfieri. Nato a Salerno, classe 1986 è diventato noto presso il grande pubblico per la fortunata webseries Forse Sono Io e per il ruolo da protagonista nel film Niente Può Fermarci, in cui interpreta un ragazzo affetto dalla sindrome di Tourette . Oltre che in italia, ha studiato recitazione a New York e a Los Angeles presso la New York Film Academy. Dal 2008 è attivo nel doppiaggio. Ha una laurea in Economia ed una in Scienze Politiche. Ha studiato chitarra, pianoforte e canto.

Abbiamo voluto ascoltarlo per farci raccontare tutto di lui.

Ciao Vincenzo, lieto di ospitarti su Direttanews.it. Partiamo da un tuo lavoro, la web serires “Forse Sono io”. Parlaci di questo progetto.

Nasce da una sceneggiatura scritta per il cinema. Per anni avevo tentato di venderla ma mi sentivo dire sempre la stessa cosa “troppo americana, in Italia queste cose non funzionano”. Mia sorella scherzando mi disse “va beh dai dividila a puntate fanne una web series e produciamocela noi” è così e’ stato

- Secondo te le webseries possono rappresentare il futuro del cinema?

Sono due cose diverse. Credo che esisteranno sempre entrambe. Una fiction o un film restano sempre tali, nonostante cambi il loro mezzo di divulgazione.

- Per “Forse sono io” hai ricevuto tanti complimenti dalla critica e anche dei premi come Miglior Attore Protagonista al Roma Web Fest nel 2013 e miglior attore Protagonista, miglior Produzione e Miglior Montaggio al Roma Web Awards nel 2014. Ti aspettavi così tanto successo?

Il successo e’ qualcosa che non si può decretare a prescindere, ma se devo essere sincero, dal primo momento ho sperato e forse ho anche sentito dentro di me, che la qualità del nostro prodotto sarebbe stata apprezzata

- Perché hai deciso di fare l’attore visto che sei laureato in Economia?

Ho affrontato vari studi sia come attore che come regista, ma ho preferito comunque allargare i miei orizzonti anche in altri ambiti semplicemente per essere una persona completa - Esordio al cinema nel film “Il cuore altrove” con alla regia Pupi Avati e nel cast degli attori c’era un mostro sacro come Giancarlo Giannini. Cosa ricordi di quell’esperienza.

In realtà era uno dei primissimi lavori, avevo una sa battuta che mi è stata tagliata. Oltre alla naturale soddisfazione per aver conosciuto un grande regista e alla tremarella da prima volta, più che altro mi torna in mente il modo fanciullesco che avevo di osservare ciò che mi circondava

- Hai avuto la fortuna e il merito di lavorare in “Ex” con un altro mostro sacro come Silvio Orlando e in Manuale D’amore 3 con De Niro e Verdone, Come ti sei trovato con loro. Ci racconti un aneddoto?

Lavorare con loro e’ stato come andare a scuola, ti senti piccolissimo e hai voglia di abbracciarli e succhiare da loro tutta la conoscenza. Non ho aneddoti divertenti ma ho dei ricordi fantastici

- Cosa si prova per attore emergente come te lavorare a stretto contatto con dei grandi del cinema italiano e internazionale? Chi ti ha colpito di più?

Cioè che ti ho appena detto si prova riconoscenza e rispetto e una voglia matta di diventare come loro

- Parliamo del ultimo film, che in questi giorni è in programmazione su Sky “Niente può fermarci”. 4 ragazzi con “qualche problemino” che decidono di andare insieme a Ibiza. Tu sei Guglielmo, ragazzo affetto dalla sindrome di Tourette. E’ stato difficile interpretare questo tipo di personaggio? Ha studiato le persone affette da questa “strana” malattia?

E’ stato molto complesso soprattutto perché era importante rispettare chi ha davvero questa patologia cercando di non renderla ridicola. Ho studiato molto con video e con persone in carne e ossa che si sono prestate con pazienza alle mie necessità. Lavorare su un personaggio del genere e’ davvero stupendo per un attore perché ti porta a dover lavorare sul tuo corpo sulla voce sui movimenti ecc.

- Anche in questo film hai lavorato con un altro grande del cinema internazionale come Gerard Depardieu. Cosa hai potuto imparare da lui?

Che è una persona che ama l’Italia con tutto il suo cuore purtroppo molto di più di tanti noi italiani che la massacriamo ad ogni occasione , certo non che il nostro paese non sia privo di difetti, ma bisognerebbe ricordarsi sempre anche le grandi qualità

- Secondo te il cinema italiano che momento sta vivendo? Quale sarebbe la soluzione per dare una spinta al nostro cinema?

Dare spazio e coraggio alle idee e ai nuovi meccanismi produttivi, cercare di aprirsi ad un mercato estero e imparare da chi è meglio di noi

- Cosa stai facendo di bello ora e quali sono i tuoi progetti futuri?

Mi sto preparando all’uscita di forse sono io 2 e sto scrivendo tanto, speriamo bene

Grazie per la disponibilità.

Grazie a te Michele e un saluto ai lettori di Direttanews.it

Michele D’Agostino



Fonte: Diretta News
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